Ai
piedi del Monte Santa Maria sorge la vecchia Trécchina, chiamata erroneamente
"Castello"
Ha origini molto antiche. Le prime case risalgono al medioevo (sec. XI), quando
fu ricostruita dai Longobardi, dopo la sua distruzione ad opera dei Goti.
Come tutti i paesi di quel tempo, per difendersi dalle incursioni saracene,
Trécchina si sviluppò sulla rocca, in maniera circolare e concentrica, attorno
alla chiesa, seguendo un’architettura spontanea, fatta spesso di un locale a
piano terra, per gli animali, ed uno a primo piano per tutto il nucleo
familiare, con forno e camino.
Soltanto più tardi, nel Millecinquecento, fu costruito il Palazzo Baronale nella
parte più alta.
Non è difficile immaginare la vita vissuta in modo semplice, da gente che non
aveva grosse aspirazioni se non il lavoro per la sopravvivenza e la pace
domestica.
I più erano contadini e pochi erano i professionisti e i "
gentiluomini",
per cui forte fu il divario sociale tra le due classi.
Gli artigiani e i contadini, pur assoggettati a svolgere umili e gravosi lavori
dall'alba al tramonto, non riuscivano a soddisfare i bisogni della loro
famiglia.
Osservando le case del Castello, quelle poche che non hanno subito scempi con
pesanti manomissioni, si notato tuttora le differenze tra le abitazioni dei
nobili e quelle delle classi meno abbienti.
Le famiglie più importanti erano quelle dei Vita, dei Rispoli, dei Caricchio,
degli Schettini, dei Jannini, dei Grisi.
Di queste, alcune casate sopravvivono ancora nei loro discendenti, mentre
qualche altra si è completamente estinta.
Rimane a testimoniare questo passato la casa ed il loggiato dei Grisi che, dopo
il palazzo baronale, domina, per ampiezza e vetustà il vecchio paese.
Sorge nelle adiacenze della chiesa e mostra ancora il suo superbo splendore
nell'equilibrio delle arcate
a
tutto sesto, nonostante un intervento edilizio ne abbia in qualche misura
alterato e compromesso le linee originarie.
Oggi l’intero centro storico, non ha più il fascino di una volta perché, il
recupero delle dimore, con i fondi della ricostruzione, è stato eseguito
compromettendo irreversibilmente le vetuste superfici murarie e non solo quelle,
mentre la recente costruzione di una strada ha letteralmente sventrato il nucleo
abitato, tanto da annullare molta parte del fascino e della bellezza che pure,
prima del passaggio delle ruspe, aveva conservato per tanti secoli.
Lidia
Orrico
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