Preistoria
Sono pochissime le testimonianze preistoriche rinvenute
nel territorio comunale di Trecchina: nessuna campagna di scavi ha
ricercato siti preistorici. Un campione in selce fu rinvenuto dai soci del
Gruppo Geo-Speleo Valle del Noce nei pressi della Grotta del Re, sulle
pendici del Monte Messina, in località Mancosa. Una punta di lancia che,
ormai da anni, é esposta in una delle bacheche della mostra archeologica
permanente di Rivello.
E' l'unico campione rinvenuto a Trecchina anche se la conformità morfologica della Valle del Noce e gli studi per la definizione degli ambienti paleogeografici, dal pleistocene in poi, fanno presupporre che lungo la valle, sui bordi di quello che doveva essere l'invaso lacustre, dovevano esserci sicuramente insediamenti umani. Campagne di ricerca mirate porterebbero a sicuri risultati.
(In parte tratto dal libro di Carmine
Marotta - Trecchina Oasi della Basilicata)
...Medioevo
Le testimonianze anteriori a tale periodo sono scarse,
anche se a poca distanza dal confine tra Trecchina e Maratea, lungo la
Valle del Noce, in prossimità della località Castrocucco sono stati
rinvenuti, dal GGS VALLE DEL NOCE, e consegnati alla Soprintendenza
Archeologica della Basilicata (attualmente esposti alla mostra permanente
di Rivello), campioni risalenti al V secolo a.C. di chiara fattura greca).
E' comunque certa la presenza nella zona della Valle di insediamenti,
anche di piccole dimensioni, con pochi abitanti, che facevano capo a
quella che poteva essere la cittadina più grande della zona: Blanda, che
molti ubicano nell'area di Castrocucco. A volte é capitato, secondo quanto
raccontano gli "avi" del paese che qualche frammento di terracotta é stato
rinvenuto nei campi o scavando fondazioni per costruirvi casa. Sempre
nella valle altre testimonianze di tale periodo arrivano da Rivello (scavi
archeologici in corso) e dai campi di Nemoli dove, come succede a
Trecchina anche se in minor misura, arando i campi a volte affiorano
pezzetti di terrecotte dipinte di chiara fattura greca (Magna Grecia e
quindi V secolo a. C. circa).
E' ipotizzabile che gli abitanti della greca Trecchinia fossero sfuggiti alle
orde del re Persiano per giungere nella Magna Grecia in cerca di un luogo
somigliante a quello che avevano dovuto abbandonare e, risalendo lungo il
Noce, lo trovassero e si insediassero su questo territorio nei pressi d
el
passo della Colla che ricordava loro le Termopili.
Ad essi, successivamente, si unirono gli abitanti della vicina Blanda e forse quelli di Pandosia. Ma poi scesero i Barbari ad impossessarsi di queste terre: i Goti vi costruirono una roccaforte che fu distrutta dai Saraceni e ricostruita dai Longobardi di Salerno. Nel periodo medievale e fino al Settecento, Trecchina, come la maggior parte dei paesi, costituì una moneta di scambio alla merce dei più disparati feudatari. Appartenuta alla contea dei Ruggero di Lauria, passò alla potente famiglia dei Sanseverino e poi a tanti altri che la vincevano al gioco. Fu sconvolta sovente da terremoti e pestilenze. Tra i secoli XI e XIII vi trovarono rifugio alcuni eretici piemontesi, che fuggivano alla fine di evitare le persecuzioni. Nel 1700 l'antico borgo si espanse per formare l'attuale Piazza del Popolo. L'emigrazione nell'Ottocento costituì una fonte di reddito notevole per Trecchina, perché i cittadini che andarono verso le lontane Americhe non dimenticarono mai il loro paese di origine. Attraverso le rimesse degli emigranti in Brasile, infatti, Trecchina si arricchì dei bei palazzi tardo Liberty. Particolare interesse desta tuttora il dialetto trecchinese che costituisce un'isola glottologica ed al cui studio, avviato dal Rholfs, attendono ancora insigni studiosi.